Lanzarote a tavola

Ilaria e Andrea sono stati a Lanzarote e hanno portato a casa una “mini guida” per i lettori di HonestCooking.it. Ne farete tesoro?
Di Ilaria Vita e Andrea Mazzetti

Quella lì è sempre in mezzo, come il prezzemolo‘.
Vi mai capitato di fare/ascoltare, almeno una volta nella vita, un’osservazione del genere vedendo la solita esibizionista/presenzialista fare capolino con nonchalance alla festa di compleanno del vip di turno, così come alla sagra della castagna di Montella?

‘Essere in mezzo come il prezzemolo’…ma quanto può rispecchiare la nostra tradizione culinaria una frase del genere? Dalle verdure alla griglia alle salse, dal pesce alla carne, il prezzemolo (e in alternativa il basilico) è uno degli aromi più versatili e più utilizzati nella preparazione dei nostri piatti, quel tocco in più che serve per firmare il gusto finale delle ricette che amiamo preparare.

Beh, partendo da questo ragionamento, dopo un recente soggiorno alle Canarie, mi verrebbe da dire che, se un abitante di Lanzarote sentisse il bisogno di usare un’espressione simile, sicuramente direbbe: ‘Sei sempre in mezzo, come il mojo‘.
Eh si, il mojo, salsa deliziosa e onnipresente, o meglio dire, onnipiccante, a base di coriandolo e prezzemolo (che in ogni modo c’è sempre!) per la versione in verde, ma anche con peperoncino per la versione ‘roja’, decisamente potente.

A Lanzarote, troverete il mojo praticamente con tutto: accompagnamento di piatti a base di pesce (che a dispetto di quanto si creda per un’isola non è l’alimento più gettonato), di carne, ma soprattutto delle papas arrugadas, patate novelle cotte in acqua molto salata per far si che assumano l’aspetto ‘rugoso’ che ne determina il nome.
Semplicemente buone e vero jolly di ogni piatto: dalle tapas ai contorni di tutti i piatti principali.


Torniamo al mojo: noi lo abbiamo provato anche insieme al formaggio locale ‘el conejero’, anche se è più semplice trovare il più pregiato ‘majorero‘ un caprino che arriva dalla vicinissima Fuerteventura, spesso servito come tapas, condito semplicemente con olio e gofio.

Gofio: se qualcuno di voi, prima di leggere questo post sapeva giá dell’esistenza del gofio, beh…allora si merita sincera stima. Io, per esempio, ne ero totalmente allo scuro e solo a Lanzarote l’ho trovato più volte lungo la mia strada, o meglio,  lungo la mia tavola.

Il gofio è una farina integrale tostata spesso usata negli stufati e nelle  zuppe come la ropa vieja ( a base di carne, patate e verdure) o nei dolci come il frangollo o nei pudding (e inizio già a segnalarvi il pudding alle banane mangiato al ristorante La Era di Yaiza – favoloso!).

Restando in argomento dessert, noi abbiamo amato il bienmesabe, un dolce al cucchiaio a base di sciroppo, mandorle e biscotti tritati servito con gelato alla vaniglia o panna montata. Esiste anche una versione al cioccolato, ma abbiamo preferito rinunciare al diabete.

Gli abitanti di Lanzarote, amano moltissimo i dolci, sarà una reazione all’asprezza del paesaggio che pure racchiude in sè contraddizioni e meraviglie? Chissà.

Resta il fatto che nonostante alcuni terreni siano aridi e scuri, Lanzarote riesce a produrre vini locali ottimi, frizzanti, ricavati dall’uva Malvasia. La Valle di Geria, a prima vista tutt’altro che fertile, è la terra eletta nella produzione di Malvasia e la Bodega El Grifo è una delle più famose di tutte le Canarie.

Una sosta è d’obbligo non solo per comprare vino, ma anche per degustarlo insieme ad un piatto di tapas. Infine, non fatevi mai mancare a fine pasto un bicchierino di ronmiel, rum al miele, ricavato da un ingrediente unico tipico delle Canarie: la linfa delle palme che si raccoglie a La Gomena.

Veniamo ora a qualche consiglio sui posti che personalmente vi consiglieremmo (o sconsiglieremmo) di provare nel caso voleste andare a Lanzarote prima o poi: consierando il fatto che abbiamo nominato spesso e volentieri le tapas, vi segnaliamo quello che è uno dei migliori tapas bar dell’ isola: il TJs Caribbean Bar a Puerto del Carmen che si distingue per porzioni decisamente abbondanti e gamberi all’aglio da 10 e lode. Prezzi nella media ma con 3 tapas a testa ci si sfama abbondantemente.

Ristorante molto bello con vista sul mare e camerieri simpatici é El Almacèn de la Sal, a Playa Blanca: come dice il nome, una volta magazzino del sale, serve piatti tipici con un occhio alla cucina internazionale (niente papas arrugadas).
Esperienza deludente quella provata a La Era che vi accennavo poco fa, ristorante di una bellezza innegabile, ma che non ci ha soddisfatto per niente.
Forse la scelta dei piatti non é stata la migliore (il mio pesce spada alla piastra é arrivato immerso in una sorta di zuppa al pomodoro e peperoni e aveva un sapore un po’ sospetto), ma i dolci erano ottimi davvero e il ristorante é cosí bello che meriterebbe un’altra chance, sicuramente.
Torniamo a Puerto del Carmen per consigliarvi un ristorante messicano (eh mica potevamo sempre mangiare ‘comida tipica’) molto carino, informale ma buonissimo: Emma’s Cantina.

Chi vi scrive non impazzisce per il cibo messicano, ma va ammesso che il gazpacho rivisitato (con gamberi e avocado) era davvero buono, cosí come le pacha papas, patate riempite di carne e formaggio gratinato.
Considerando la quantità di cipolla, assicuratevi di non avere intenzioni galanti per il dopocena.
Durante il mercato della domenica, ma anche in settimana, vi consigliamo assolutamente la Cantina Teguise: un ristorante famoso per i taglieri tipici e  per i piatti che propone e serve con grande attenzione anche nella presentazione.
Noi abbiamo provato la Tabla Canaria con formaggio di Teguise, olive, gofio, chorizo, papas arrugadas e pimientos padron.
Nella versione per 2,3 o 4 persone. Se siete in due e avete fame, prendete quella da 3.

Anche a cena la scelta é vasta e ottima, dal burger servito con salse piccanti agli spiedini di pollo fino ad arrivare al dolce: se c’è, ordinate un sorbetto al fico servito con pezzi di cioccolato fondente e toccherte il cielo con un dito.

La dieta è un ricordo e tale deve restare: Lanzarote non è il posto adatto per chi non ama i contrasti, le sorprese e i sapori decisi.

Vi lasciamo con una ricetta originaria del posto per preparare un mojo doc:

Dosi per 4-6 persone:

1 testa di aglio, sale, 250 ml di olio di oliva, un po’ di aceto, 1 ciuffo abbondante di prezzemolo, mezzo cucchiaino di cumino.

Frullate gli spicchi di aglio sbucciati, un cucchiaino di sale, il cumino e la metà dell’olio fino ad ottenere una salsa omogenea. Staccate le foglie di prezzemolo e aggiungeteli nel frullatore con l’olio rimasto. Frullate ancora e infine aggiungete aceto secondo il vostro gusto.

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