Liquorificio Morelli: non esiste futuro senza passato

Un sabato di febbraio alla scoperta dello storico liquorificio Morelli a Forcoli (PI) con degustazione dei prodotti aziendali.
Scritto da Carmen Russo

Classico esempio in cui l’apparenza inganna. A prima vista la sede del Liquorificio Morelli non dà l’impressione di avere nulla di così particolare al suo interno ma appena varcata la soglia si fa un salto indietro nel tempo di almeno cento anni.

Ad accoglierci c’è Marco Morelli, rappresentante della 4° generazione attualmente alla guida dell’azienda di famiglia insieme ai fratelli Luca e Paolo. Prima ancora di parlarci dei prodotti dell’azienda, ci fa fare un viaggio meraviglioso indietro nel tempo facendosi aiutare dai ricordi ma soprattutto da dei meravigliosi oggetti di famiglia gelosamente custoditi e presenti nel piccolo museo all’interno dell’azienda (visitabile su richiesta).

La storia inizia nei primi anni del ‘900, quando Leonello Morelli (bisnonno di Luca, Marco e Paolo) spinto dalla sua passione per la creazione e produzione di liquori decide, al ritorno dal servizio militare, di investire i suoi risparmi per creare l’azienda Morelli.
Leonello è un vero pioniere! Tra i vari oggetti che Marco ci mostra spiccano uno dei primi biglietti da visita, grande quasi quanto una penna, in cui si legge un numero di telefono a sole 2 cifre, ed un catalogo dei prodotti, rivestito in pelle, con dentro le foto dell’azienda e dei prodotti stessi, che veniva usato dal Morelli per far conoscere l’azienda fuori da Forcoli.

Marco ci fa notare che la rilegatura del catalogo non era un semplice vezzo del suo predecessore ma una vera e propria necessità visto che il mezzo di trasporto di allora era il cavallo.
Su questa storia ricca di passione e di tradizione si poggia il presente e buona parte del futuro del liquorificio Morelli che ha nei suoi prodotti una costante ricerca di innovazione ancorata alle radici territoriali e familiari.

Dopo la visita al museo e il racconto di storie e aneddoti affascinanti, Marco ci ha mostrato parte della loro linea di prodotti tra cui spiccano la loro linea “vintage” con cui hanno riproposto alcuni liquori storici, come la china e il rabarbaro, e simpatiche novità nate per “errore”, come l’amaro all’arancia,  e la loro Vodka che si fregia dell’essere la prima Vodka  Toscana, nata per rispondere alla crescente richiesta del mercato americano.
Tra gli aneddoti ci è stata raccontata la nascita dell’Amaro all’Arancia, nato proprio da un errore. La domanda nasce spontanea: qual è stato l’errore?
Marco non ha esitato a spiegarci che l’errore è stato quello di versare l’infuso dell’arancino nella botte dell’amaro e siccome di necessità virtù, ha ben pensato di farlo provare ad alcuni suoi clienti i quali ne hanno subito apprezzato le caratteristiche (devo dire, anche io!!! :-P).

Da lì la nascita di un nuovo prodotto che si è già guadagnato la sua fetta di mercato.

Il Liquorificio Morelli continua a credere nell’artigianalità dei suoi prodotti e per questo Marco ci tiene a mostrarci il cuore dell’azienda ossia l’area di produzione. Qui, con meccanismi semiautomatici, è l’uomo a decidere se un limone va bene per la pelatura o se l’infuso è pronto per essere filtrato. Particolare attenzione viene data alla qualità dei prodotti attraverso le continue e costanti analisi chimiche effettuate nel loro laboratorio aziendale.

E come ogni buona visita che si rispetti non poteva mancare la degustazione dei prodotti. Un crescendo di sapori e di profumi ma anche di colori da sentirsi come un bambino nella fabbrica di Willy Wonka.
Marco ha cominciato a farci assaporare un po’ tutte le anime dell’azienda: dal limoncino all’arancino, dall’amaro all’arancia alla crema di cioccolato, dalla sambuca al caffè al liquore alla violetta. Per nostra fortuna si è limitato ai liquori altrimenti penso che non saremmo andati più via!

Infine abbiamo avuto il privilegio di visitare la prima sede del liquorificio dove esiste ancora la scrivania del fondatore con tutto quello che aveva accumulato negli anni.
Regali dei clienti, oggetti dati da parte di alcuni soldati americani come moneta di scambio per gli alcolici, giornali dell’epoca, oltre agli immancabili modellini di velieri, grande passione del bisnonno. Veri è proprio reperti storici recuperati da Marco con l’aiuto di parenti, amici e cittadini di Forcoli che come lui hanno la stessa voglia di raccontarsi e raccontare.

Che dire, una visita dal gusto inaspettato che ci ha piacevolmente stupiti e ammaliati ….quasi da non voler andare più via!
Se capitate da quelle parti e se vi piace toccare con mano la storia vi consiglio di cercare Marco (o i fratelli Luca e Paolo) e di farvi raccontare questa fiaba.

Ne rimarrete incantati!

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