Ma’ Hidden Kitchen Supper Club – Milano

Honestcooking presenta Ma’ Hidden Kitchen Supper Club, ovvero una cena con persone mai viste. Un’esperienza nuova e speciale. Ce la raccontano Ilaria e Andrea.
Di Ilaria Vita e Andrea Mazzetti

Prima regola del Supper Club: non parlate mai del Supper Club.
Seconda regola del Supper Club: non dovete parlare mai del Supper Club.

E invece no.

Scusate, non mi sento improvvisamente una Brad Pitt in canottiera ricoperta di graffi in ogni dove, ma più semplicemente, Andrea ed io abbiamo avuto la fortuna di trascorrere una serena, interessante e divertente serata, ospiti di Emanuele e Melissa nel loro home&underground restaurant che ricorda un po’ un loft newyorkese, ma che si trova nel cuore di Milano (non vi sveleremo dove).

A dire la verità, questa è una di quelle pepite talmente ‘preziose’ che quasi un po’ mi pesa doverla condividere.. ma visto che le ‘pepite’ sono tali solo se raccontate a chi si ama, cari amici e lettori adorati, eccovi serviti.

La Hidden Kitchen ha i suoi dos and don’ts e tra questi, la richiesta gentile ma ferma, di arrivare puntuali per l’ora di cena.

E cosí, quasi contemporaneamente, arriviamo insieme agli altri commensali, ognuno con la propria bottiglia di vino ( gli ospiti sono fortemente incoraggiati a portare il vino che preferiscono da casa e a gustarlo insieme agli altri, tra chiacchiere e risate).

L’atmosfera si scalda subito con il brindisi che apre le danze all’aperitivo e all’operazione ‘rompighiaccio’, talmente naturale da sembrare superflua tanto la conversazione scorre via veloce e senza intoppi d’imbarazzo.

A cena con persone mai viste.

E i due padroni di casa a fare da collante, con garbo e in punta di dita, le stesse che usiamo noi per assaggiare le uova di quaglia, le crudité da immergere nelle salse saporite o per stupirci dell’insolito, ma perfetto connubio tra dadini di anguria e primo sale.

Non ce ne accorgiamo nemmeno, ma arriva il momento di iniziare davvero la nostra cena: scordatevi la parola dieta, dimenticate la timidezza, alzatevi a prendere l’acqua se avete sete e la vostra bottiglia é vuota e i padroni di casa sono indaffarati tra i fornelli: fate come foste a casa di amici.

Anche perché a fine serata, non vi sembrerà di aver vissuto un’esperienza poi cosí diversa.

Al tavolo ci aspetta pane scuro ai semi, pronto per adagiare il nostro gravad lax, salmone marinato con zucchero,sale e bacche di pepe rosa, delicato e morbido, da accompagnare a piacimento con una fresca emulsione di olio e limone.

Il cestino di ogni commensale trabocca di pane e grissini, in meno di 10 minuti ho fatto fuori con molta soddisfazione e no regrets, il mio sfilatino alle olive verdi.
Pausa sigaretta, stappiamo questo Pinot, tu che lavoro fai, cosa fai in vacanza, ma non sei di Milano?

Parliamo di tutto per tutto il tempo, solo la deliziosa pasta alla rapa rossa e sesamo tostato riesce a chiuderci la bocca e ad aprirci il cuore, pronti per il secondo, altrettanto delizioso: tonno in crosta di pepe verde con asparagi e salsa di soia e olio di sesamo.

Stand up for the dessert: lemon meringue tarte, morbida crema al limone coperta da meringa profumata racchiuse in una pasta frolla che é un piacere far sciogliere in bocca.

La crema di limoncello killer azzera ogni formalità, ammesso ne fosse rimasta un briciolo: i commensali si sparpagliano.

Qualcuno gioca a biliardino facendosi umiliare (io), altri fumano e ridono all’aperto, come a voler prolungare il piú possibile una serata in cui problemi, discorsi già sentiti e piatti standard, sono lontani anni luce.

Prima regola del Supper Club: non potete non amare il Supper Club.
Seconda regola del Supper Club: non potrete fare a meno di tornare al Supper Club.

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