Mare Sostenibile – Che dite, mi inviteranno mai?

Dopo la pausa estiva torna Mare Sostenibile, con una puntata più decisa che mai.
Di Daniele Tibi

Immaginate una sala con una ventina di persone (o anche qualcuna in più) in attesa di seguire un evento promozionale organizzato da una azienda di distribuzione di Tonno rosso.

Il direttore commerciale dell’azienda entra e cala subito un asso pigliatutto: un tonno rosso appena pescato dalle gabbie di ingrasso. Un sushiman giapponese illustra agli astanti come sezionarlo nei vari tagli. Questo pezzo per il sushi, quest’altro per le scatolette e via discorrendo (e tagliando).

Tra il pubblico sono seduti potenziali clienti, soprattutto ristoratori, e alcuni giornalisti invitati a dare risonanza alla notizia. Risonanza e nient’altro, badate bene: tanto i giornalisti devono solo fare da megafono, le domande no, niente spirito critico.

Mentre il simpatico direttore commerciale illustra le pratiche virtuose e rispettose delle leggi che la sua azienda mette in atto, potrebbe condire il suo discorso qua e là con frasi lapidarie. Del tipo:

“Noi abbiamo un mese a disposizione per il periodo di cattura, ma raggiungiamo il nostro quantitativo in soli 5 giorni: questo sta a significare che i tonni ci sono.”

“Non esiste una mappatura delle quantità di tonni rossi presenti nei mari, proprio per l’enorme area in cui essi sono presenti. Quindi diventa oltremodo difficile sostenere che è un pesce in via di estinzione.”

Potrebbe perfino lasciarsi sfuggire una simpatica battuta (anche se un po’ per addetti ai lavori) in seguito ad una domanda di un forse troppo ansioso ascoltatore sul possibile rischio Anisakis: “In un tonno di queste dimensioni il verme sarebbe visibile a occhio nudo, grande come una biscia!”. Avranno riso gli astanti? Mah. Di sicuro però ognuno, a quel punto, si sarebbe trovato con il cervello obnubilato dall’imminente assaggio dell’esemplare or ora sezionato con maestria.

Come dare loro torto? Il sushi di Tonno rosso è squisito, ma anche il carpaccio non è male! Il pesce è freschissimo e non c’è nulla di male ad assaggiarne ancora un po’, tanto l’Anisakis se c’è si vede.

Così, al momento della stesura dell’articolo, cotanta dolcezza trabocca dai commenti di uno dei reporter che, ebbro di soddisfazione, non può che riportare ogni affermazione opportunamente virgolettata del direttore commerciale, con un’enfasi e un’approvazione che vanno, probabilmente, di pari passo alla bontà del tonno assaggiato e all’ottima atmosfera del “volemmosebbene” che ha caratterizzato la giornata.

Atmosfera abilmente sintetizzata dal giornalista: “Parlare o scrivere di tonno rosso ultimamente è sempre fonte di discussione, complice il fatto che la specie pare essere a rischio estinzione. Ma l’iniziativa di oggi aiuta nel fare chiarezza e informazione sull’argomento.” Cioè: voci di corridoio sostengono che forse, magari, la specie è a rischio, ma adesso che ne ho visto uno, di tonno, ho il dubbio che siano voci esagerate. Più chiaro di così…

Quanto avrei voluto essere presente e potermi confrontare con opinioni così innovative e rivoluzionarie come quelle del direttore commerciale (tra l’altro: quanti operatori del settore la pensano come lui? Troppi, temo).
Il fatto è che, purtroppo, non mi avrebbero mai invitato. 

Meditate gente, and stay tuna!

ps. Il fatto è realmente avvenuto. E ho scritto al direttore della testata che ha mandato il reporter in questione. E’ stato gentile e mi ha risposto: peccato però che le sue parole facciano più ridere della battuta sull’Anisakis. Ed è tutto dire.

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