Mare Sostenibile – L’allevamento che sostiene il futuro!

Parliamo di come si alleva il pesce: è importante saperne qualcosa per scegliere con coscienza i prodotti ittici per la propria tavola.
Sabato 18 Maggio HonestCooking.it organizza, con ConsuMare Giusto, una serata in cui cenare con ottimo pesce sostenibile! 
Di Daniele Tibi

Quando si parla di pesce allevato è bene sapere che esistono principalmente due tipi di di allevamento intensivo: quello in mare e quello a terra. L’allevamento in mare consiste nel rinchiudere il pesce in grossi recinti, dove verrà periodicamente alimentato e controllato. Questo genere di acquacoltura ha il pregio di abbassare i costi. Il difetto è che provoca anche diversi danni agli ecosistemi, poiché con questo metodo non è possibile contenere l’accumulo di feci e di mangime non consumato, che si riversano in mare alterando pesantemente i parametri chimico-fisici dell’ambiente circostante.
Dalle gabbie le sostanze organiche, malattie e parassiti possono facilmente sfuggire e contaminare altre specie, creando, a volte, vere e proprie epidemie di difficile gestione.
La soluzione a tutto ciò è rappresentata dai sistemi di allevamento lontani dal mare, costruiti ex novo e composti da varie vasche e da sistemi che permettono la raccolta e la corretta gestione dei reflui. Questi sistemi hanno il pregio di poter essere collocati ovunque, evitando così di minacciare aree marine strategiche per la riproduzione e per la crescita dei pesci selvatici. Di contro necessitano di maggiori investimenti e i costi dei prodotti salgono.
Se non si vuole però pagare di più per un prodotto più sostenibile, si lascia che i danni alle delicate e strategiche aree marine costiere vengano pagati dalle generazioni future in termini di perdita di habitat, bellezza e biodiversità. E’ davvero ciò che vogliamo?
Un esempio di successo è rappresentato dall’allevamento delle trote in vasche chiuse, che costituiscono circa la metà della produzione nazionale di pesce allevato. Questo pesce ha un tasso di crescita molto alto e richie pochissime farine di pesce per aumentare di peso. Attraverso gli allevamenti chiusi è poi possibile gestire i reflui e tutti i prodotti di scarto dell’acquacoltura.

Vuoi ancora più sostenibilità? Fantastico. Allora immagina una valle verde, inondata dalle acque di marea che si mescolano con quelle dolci presso le coste. In queste acque salmastre possono essere allevate diverse specie commerciali (come orate e branzini, tra le altre) e i pesci vengono lasciati a loro stessi, senza essere nutriti con mangimi. Qui crescono più lentamente e l’impatto sull’ecosistema è molto basso. Si chiama vallicoltura ed è un metodo estensivo. Chiedi informazioni al momento dell’acquisto o cerca vicino a casa tua se esistono questi tipi di allevamenti. Si trovano anche situazioni intermedie, definiti allevamenti semi-estensivi, che funzionano in modo analogo a quelli estensivi, con la differenza che queste aree vengono “concimate” in modo che ci sia più cibo per i pesci allevati.
Anche questo metodo è da considerarsi sostenibile.
Se vuoi compiere una buona azione nei confronti del pianeta, puoi scegliere di acquistare prodotti provenienti da allevamenti estensivi, semi-estensivi, intensivi in vasche chiuse. Se poi trovi anche prodotti provenienti da allevamenti biologici o certificati sostenibili, allora hai fatto il pieno di sostenibilità!

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