Mare Sostenibile – Sei in crisi? Eccoti lo spratto!

Ecco a voi un pesce poco noto in Italia, ma molto pescato in Europa: lo spratto. 
Di Daniele Tibi
Lo spratto è un piccolo pesce azzurro molto simile ad un’aringa (nella foto), per chi non ha l’occhio allenato. Volendo trovargli alcune differenze si può distinguere per un profilo più panciuto e un margine ventrale più seghettato, oltre che per una colorazione un po’ più attenuata e per le scaglie un po’ meno sporgenti… come vedete non si tratta di grandi differenze. Vive nelle zone costiere e migra verso la superficie di notte per cibarsi di crostacei planctonici. Più facile da incontrare nei mesi freddi, quando si avvicina alle coste. In estate rimane in zone più fresche e profonde.

Lo spratto non è un pesce molto noto in Italia, ma è molto pescato. Per la precisione è il secondo pesce più pescato in Europa dopo l’aringa. A proposito, spratto e aringa sono parenti molto vicini, appartengono infatti alla stessa famiglia: i Clupeidae. La maggior parte degli esemplari pescati, soprattutto nel mare del Nord, sono destinati alla produzione di farine di pesce per l’alimentazione animale. In Mediterraneo è più noto nelle regioni Adriatiche e nel Golfo del Leone, magari l’hai sentito chiamare sarda, papalina, saraghina, argentina, renga, tra gli altri. Viene solitamente pescato in modo sostenibile con lampare (in notti calme e senza luna), sciabiche da spiaggia, reti a circuizione e reti a strascico a mezz’acqua, mentre un metodo di pesca più dannoso e da evitare è quello dello strascico effettuato con 2 imbarcazioni che trainano una sola rete (“volante a coppia”). Questo metodo infatti ha creato problemi di sfruttamento eccessivo del pesce azzurro in Alto Adriatico, poiché è stato gestito male e le licenze per questo tipo di pesca sono state date con eccessiva facilità, come viene denunciato dal dossier di Greenpeace del 2012: “Blue gold in Italy”.

La specie si riproduce velocemente, caratteristica simile alla sardina e all’acciuga, ed è in grado di resistere bene alla pesca commerciale, anche se localmente (come avvenuto in Adriatico) può subire i danni a causa della pesca eccessiva. Pescata in modo sostenibile è un’ottima scelta o una buona alternativa, se proviene da aree in cui la specie è particolarmente sfruttata. Da evitare lo spratto pescato con “volante a coppia”. Le sue carni sono ottime e gustose, ma purtroppo deperisce molto velocemente. Si consiglia quindi di consumarlo nelle zone costiere dove lo si pesca. Taglia minima 11 centimetri.

Dal punto di vista nutrizionale ha un contenuto di grassi medio e contiene molta vitamina B12 e D, oltre che di Omega 3. 100 grammi di spratto apportano 102 kcal. Si trova in commercio sia fresco, che affumicato o sotto sale. Importante per gustarlo nel migliore dei modi, cucinarlo eviscerato, senza scaglie e senza pinna dorsale. Curiosità: in inglese, tedesco e francese si chiama Sprat.

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