M**bun

Torino è in pieno fermento, anche nel variegato mondo del food: oggi vi parliamo di M**bun, che ha colpito moltissimo la nostra Laura.
Di Laura Torre

Spesso, quando si dice hamburger si pensa subito a fastfood, o peggio al junkfood. Ma non è ovunque così. Esiste anche un metodo “slow fast food per poter gustare i celebri panini con la carne, con ingredienti di qualità. E il tutto in un locale ampio, allegro e anche a misura di bambino. Dove tutto questo? A Torino, da M**bun, in corso Siccardi 8/A.

Un progetto made in Piemonte – con tanto di eventi e di una radio – più che un semplice locale. Anzi, più che semplici locali: perché M**bun è presente a Torino anche in via Rattazzi 4 e a Rivoli, in corso Susa 22/E, presso la Galleria Vart.

M**bun nasce dall’idea chiave “un altro modo è possibile”: un altro modo di allevare gli animali – manzi cresciuti vicino a campi coltivati a foraggere, fieno, orzo, mais e crusca; polli allevati a terra; maiali allevati senza forzature -, di coltivare, di intendere il cibo e il mondo che ci circonda. Un modo che ha nella semplicità il suo punto di forza, con ingredienti a filiera corta e del territorio, prodotti sani – pane artigianale, a lievitazione naturale e senza strutto; verdure fresche; salse artigianali -, materiali riciclabili o biodegradabili – tra forchette, piatti, bicchieri –, una riduzione dei rifiuti – gli hamburger, ad esempio, vengono serviti in sacchetti di carta.
E ritmi secondo il concetto di “giusto tempo“, ciò che proprio significa l’espressione slow-fast.

Tra i vari piatti, a farla da padrone, ovviamente, è la carne rossa. E qui M**bun gioca decisamente in casa, dato che alle sue spalle c’è un’azienda agricola – la propria – che produce carne da tre generazioni, in particolare il manzo di Razza Piemontese, certificato dal consorzio Coalvi.
Spazio quindi nel menu – con i nomi delle portate in piemontese  – ad hamburger e piatti a base di carne: tra Gaute mach da suta (hamburger di bovino e suino, insalata, pomodoro, cipolla, pancetta e salsa a piacere – tra maionese, rubra, senape, salsa al peperoncino -), M**bun (hamburger di fassone, insalata, pomodoro e salsa a piacere), Can Caud (hot dog di bovino di Razza Piemontese). E ancora, piatti come lo Spatuss di fassone (hamburger di bovino con contorno d’insalata o patate), la Scaramella (fetta di carne di vitello al forno con contorno d’insalata o patate), il piatto Treculur (bresaola Coalvi con mozzarella di bufala di Carmagnola).

Immancabile poi la carne cruda, in diverse versioni, come la Piemunteisa, con olio e limone, la Franseisa, con olio, capperi, senape e acciughe. O la Mediterranea, con olio, pomodorini, peperoncino e olive.

Niente paura però, M**bun pensa anche ai vegetariani. Con un hamburger a tutta verdura – il Mach del ort, panino con melanzane alla parmigiana – robiole piemontesi al forno, insalate che cambiano ogni giorno, zuppe, torte salate, flan di zucchine. E le Friciulà, le patate fritte, che accompagnano anche i piatti di carne e gli hamburger, fresche e con il taglio a rondella, in stile retro.
Molta è poi l’attenzione anche per chi ha intolleranze alimentari: non solo con piatti con ingredienti privi di glutine – pane compreso -, ma anche attraverso una preparazione ed una formazione specifica da parte di M**bun stesso.
E i bambini?! M**bun pensa anche a loro, con un menu dedicato.

Anche per le bevande, poi, M**bun dice decisamente la sua, tra acqua naturale e gassata microfiltrata, birra artigianale, vino piemontese, il chinotto, la gazzosa, succhi di frutta biologica. E la particolarissima Molecola, una cola tutta italiana – anzi, piemontese ovviamente -, sia in versione classica che senza zucchero.

Ma come si presenta M**bun a chi va a mangiare un hamburger, la carne cruda o un piatto vegetariano?! Il locale in corso Siccardi – scoperto dalla sottoscritta e dai suoi fidati accompagnatori in un sabato di primavera – è decisamene particolare e allegro, con tanto di “mucca artistica” e dorata al suo ingresso, metà all’esterno – sul marciapiede – e metà all’interno, tagliata proprio dalla vetrina.

Dentro, sono due gli ambienti, entrambi dominati dal rosso e dal bianco dei mobili, delle pareti, delle scritte sui muri:

una prima sala, con il bancone per ordinare – con alle spalle grandi lavagne con il menu -, qualche “postazione” per mangiare – tra un tavolo al centro e banchi laterali. E, impossibile non notarla, una grande lampada sul soffitto, con il logo di M**bun.

La seconda, al piano interrato, dedicata totalmente a poter pranzare, cenare, fare uno spuntino, tra numerosi tavoli e tavolini. E con tanto di zona dedicata per i bambini, con una grande lavagna e qualche gioco sparso qua e là.
Il tutto, in un ambiente per nulla frenetico, caotico e “nevrotico”, ma anzi accogliente, allegro e piacevole.

Entrati, ci siamo subito messi in coda per ordinare i piatti, sbirciando i grandi menu appesi dietro il bancone; giunti alla cassa e fatta l’ordinazione, siamo poi scesi nella sala di sotto con dei vassoi. E anche con un piccolo cercapersone. Perché? Per essere avvertiti non appena alcuni dei nostri piatti fossero stati pronti. Non tutto infatti è così fast da M**bun, a riprova della sua filosofia del giusto tempo.

Ma cos’è che abbiamo ordinato, vi chiederete giustamente? Eravamo in 4 e, senza farlo apposta, ci siamo divisi “a metà”: 2 di noi hanno preso due piatti, due un menu con il panino. Nel primo caso, il piatto scelto è stato lo stesso, lo Spatuss di fassone, con contorno di patate, le friciulà.

Nel secondo caso, uno di noi ha scelto l’hamburger M**bun, l’altro – anzi, l’altra, la sottoscritta – il Mach del ort, quello tutto vegetariano. E in entrambi i casi, il contorno scelto sono state anche in questo caso le friciulà.

Da bere, invece, un bicchiere di rosso, dell’acqua e la Molecola, curiosissimi di provarla.

Il nostro verdetto? Positivo, più che positivo. La carne era di ottima qualità, alla giusta cottura, né troppo cotta, né troppo poco; il pane morbido e saporito; le melanzane semplici, ma molto gustose. E le friciulà… semplicemente buonissime, croccanti e fritte quel tanto che basta da risultare ottime.
Quanto al bere, il vino rosso ci è piaciuto. E la Molecola ci ha proprio soddisfatti, con niente da invidiare alla più grande sorella americana.

Seduti al nostro tavolo, però, abbiamo poi sbirciato di nuovo il menu, questa volta in versione depliant. E, colti da pura golosità, abbiamo deciso di provare anche una delle robiole al forno, la Prus, quella con le pere. Servita all’interno della sua carta, come un piccolo pacchettino, era morbida, dolce, con i pezzettini di pere che la rendevano… golosissima…!

Rimasti incuriositi da molte altre pietanze del menu e soddisfatti sia del cibo, che dall’ambiente del locale, abbiamo poi ripreso i nostri giri sotto i portici torinesi. Al riparo da una pioggia tutt’altro che primaverile, ma in piena modalità “esploratori” non solo di golosità, ma anche della città.

M**bun
corso Siccardi 8/A, angolo via Cernaia
www.mbun.it
011 5617097, [email protected]

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