Miss Guilty / Holidays!

Miss Guilty non è riuscita ad essere “leggera” nemmeno a Ferragosto … Qui in redazione la stiamo comunque invidiando perché lei si trova proprio lì, nell’”etterno languore”, tra la “golosa gente”: in Abruzzo. Ci consoliamo perché lo sappiamo: un giorno ci inviterà a casa sua e proveremo la pasta di sua madre.
Di Francesca Romana Gaglione

“Per me si va nella città gaudente, per me si va nell’etterno languore, per me si va tra la golosa gente” – ah, quanto vorrei che sotto ogni cartello posto a segnalare il cambio regione in autostrada, da qualunque delle tre parti si arrivi, ce ne fosse un altro in cui troneggi questa splendida promessa!

Ragazzi, ma voi ci siete mai stati in Abruzzo?

Per dirne qualcuna: avete idea del colore del mare dalle parti di San Vito o Vasto Marina? Riuscite lontanamente ad immaginare la qualità del pescato che imbandisce le tavole di ristoranti, chioschi in piazza o semplici stabilimenti balneari? E sapete del trionfo di sagre di paese che anima la mia terra ogni estate? E degli splendidi e bucolici paesaggi della parte interna della regione? E se vi dico “Castelbasso”, sapete che si tratta di uno dei centri nevralgici di arte, poesia, danza e teatro del centro Italia? Non ne avete mai sentito parlare?!?

Uh mamma, amici miei, questo è un peccato mortale!

Dunque, prima di invitarvi ufficialmente da queste parti, vi lascio un piccolo assaggio di quelli che sono i motivi del profondo amore che nutro per la mia terra d’estate. Non vi parlerò di quanto di più canonico ed istituzionale ci sia da fare/vedere – anche perché dovreste assolutamente venire a farlo/vederlo – ma delle cose che mi porto dentro durante i freddi inverni milanesi. Delle suggestioni, ecco.

Siete pronti? Bene, eccole qua:

1) Gli arrosticini – bocconcini di castrato di pecora e lardo infilzati in uno spiedino, cotti in una speciale griglia che fa sì che il grasso irrori costantemente la parte magra – si fa per dire – della carne, rendendola morbidissima all’interno e particolarmente rosolata all’esterno. Buoni come si fanno qui non ce ne sono, creano altissima dipendenza e si prestano a duelli a chi ne mangia di più – e non credo ci sia bisogno di sottolineare la grande preparazione atletica della sottoscritta.

2) La Magnalonga – maratona enogastronomica che si tiene ogni anno ad Agosto dalle parti di Francavilla al Mare. Alla partenza si viene dotati di bavaglio gigante e fiaschetta da collo, si parte in gruppo per un tour di 7 km ognuno dei quali è segnato da una portata differente e fiumi di vinello nostrano: antipasto, primo primo, secondo primo, secondo, rusticherie, dolci, frutta. Si cammina per le campagne e ci si ferma a casa di abitanti del posto, i quali aprono le porte ad un marasma di ebrri satiri scorrazzanti, cucinando fino a notte fonda al suono di improbabili stornelli dialettali. Purtroppo non dispongo di alcuna foto: considerando l’elevato tasso alcolico della scampagnata, portarsi una qualsiasi forma di macchina fotografica sarebbe un suicidio!

3) I Pomodori –  sodi, succosi, fragranti, in perenne idillio col basilico. Da insalata o da sugo, sono una squisita e saporita prelibatezza nostrana, perfetti per il mio Sughetto al Basilico in Tre Tempi – che non è proprio mio, me l’ha insegnato uno chef 😉 – che poi a sua volta diventa perfetto per parmigiane di vario tipo, pesce, pallotte cacio e ovo, polpette. E scarpette di pane buono, ovviamente 🙂

4) La Pasta al Forno di Mia Madre – deliziosa come sanno essere solo le cose schiette. Senza pretese, semplicissima: pomodoro, basilico, mozzarella e peperoncino; ne mangi 400 grammi a botta e non capisci se questo dipenda dal sapore, dalla croccantezza perfetta che gli ziti raggiungono in cottura o semplicemente dall’amore smisurato che Lei ci mette nel preparartela. Oltre alla pasta al forno, tutto quello che vedete nella prima foto costituisce un normale pranzo domenicale tutti insieme: dodici persone attorno ad un tavolo cui spesso si aggiungono gli amici del mare, al che si sale a venti commensali ed al tipo di convivialità che amo immensamente.

5) I Dolcetti di Lanciano – a base di pasta di mandorle, li regalano a mio padre ogni anno. Chiariamo che io non sono un amante della pasta di mandorle, e che in questo caso faccio un’eccezione. Da quando sono a Francavilla, un giorno sì ed uno no esco di casa alle sei e mezza del mattino: ci impiego un’ora per arrivare a passo veloce al porto di Pescara e mezz’ora per tornare indietro correndo velocemente. Alle otto e quindici, puntuale come un orologio svizzero e dopo una bella doccia, sono in terrazza per una colazione da far invidia alle migliori pubblicità di genere: canestrini di pastafrolla ripieni di zucchero cacao e mandorle, caffè lungo e bollente, endorfine in circolo, l’ultimo libro di Murakami aperto sul tavolo, cellulare spento, la possibilità di dormire in spiaggia per tutto il resto della giornata – fino alla cena a base di pesce che mi aspetta alla sera.

That’s Abruzzo, my friends!

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