Plenty MORE, ovvero di quando Ottolenghi ha superato se stesso

Esce oggi in UK “Plenty More”, ideale continuazione di “Plenty”: secondo Antonella non delude le aspettative, anzi. Leggetene qui!
Di Antonella Gigante

Ho sempre pensato che se andassi a vivere su un’isola deserta e potessi portare con me solo un libro di cucina, non avrei dubbi. In valigia infilerei PLENTY, il libro con cui Yotam Ottolenghi ha reso “sexy la cucina vegetariana” come hanno scritto i giornali. Non credevo che sarebbe stato possibile superarlo eppure, da oggi, questa mia certezza vacilla. Oggi qui in UK é uscito PLENTY MORE.

Mentre scrivo, stringo tra le mani PLENTY MORE, da oggi finalmente in libreria qui in UK dopo settimane di prenotazioni online e paginate di anticipazioni sul Guardian. Per averlo in Italia bisognerà attendere ancora un bel po’, ma, fortunatamente, Amazon valica facilmente la Manica e le Alpi!

Quando, la scorsa primavera, ho incontrato Ottolenghi alla Food Blogger Connect di Londra (quasi svenivo, deng!) non ho esitato a chiedergli cosa ci sarebbe stato “di più” in questo Plenty “More”: “Di solito – mi ha risposto – quando parliamo di verdure, parliamo di zucchine, carote, melanzane, mentre quando parliamo di carne parliamo di stufati, arrosti, brasati, carpacci… Come se lo stile di cottura delle verdure non influenzasse l’esito del piatto. La texture cambia completamente: prova a mangiare un cavolfiore lesso e poi prova ad arrostirlo, intero. Assaggia una julienne di carote crude in insalata e poi una vellutata: ti sembreranno due ingredienti diversi e invece stai sempre mangiando delle carote!”
Geniale, ho pensato. E da allora ho cominciato il conto alla rovescia.

Il risultato supera le aspettative: Plenty MORE e’ davvero una meraviglia.

Il capitolo delle insalate condite (TOSSED) e’ una gioia per gli occhi e il cuore. Non so decidermi se provare prima quella di fichi caramellati, arancia e feta o quella di barbabietole, erbe fresche e semini tostati.
Se la cottura al vapore vi fa venire in mente le tristezze di una dieta, il capitolo STEAMED vi fara’ ricredere: melanzane al vapore con sesamo e cipollati freschi o un’insalata di quinoa con semi tostati e amarene. Non fatemi scegliere.
Chi ha detto poi che in Inghilterra si frigga solo fish’n’chips? Nella sezione FRIED campeggiano delle invitanti polpettine di cous cous croccante profumate allo zafferano, seguite da crocchette di menta e piselli e da un cavolfiore deep-fried da pucciare in una salsina di menta e tamarindo.
Persino i purè (MASHED), nelle sue mani, diventano appetitosi. Non vi viene già voglia di tornare a casa, d’inverno, lasciando freddo e pioggia fuori dalla porta, per accoccolarvi sul divano con una ciotola del suo purè di lenticchie verdi con tahina e cumino (“Tahini is the new peanut butter” dice lui e io non potrei essere piú d’accordo!) o quello di radici con scalogno brasato al vino?
E potrei andare ancora avanti con le altre fantastiche sezioni: BLANCHED, SIMMERED, BRAISED, GRILLED, BAKED (la sua Pie di Radici invernali non mi sfuggirà a lungo…)

Dulcis in fundo – ma non così in fondo alla lista delle ricette che proverò! – la sezione SWEETENED: Cold Pudding di riso, mango e succo di lime o quello di orzo, sesamo e arancia, Prugne stufate in succo di melagrana e un Banana Bread che promette meraviglie, fatto con banane grigliate e tahina e miele. Con Plenty MORE persino il classicissimo Banana Bread ha qualcosa in IN PIù.

P.S.: Dite che me li fanno portare entrambi sull’isola deserta? 🙂

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