Priceless Restaurant, in agosto debutta lo chef Francesco Sposito

Isabella ci racconta la sua esperienza al Priceless Restaurant di Milano.
Di Isabella Scudieri

Metà gourmet, metà arte. Tra gusto a tavola ed incanto dietro c’è Pricelles restaurant Milano, attraente quanto buono, a crearlo c’è MasterCard e Intesa Sanpaolo, che si sono avvalsi della famigerata collaborazione di: Jeunes Restaurateurs d’Europe. La maison dagli effetti speciali, anzi sospesi, entra ufficialmente in pubblico il 6 maggio 2015, a cavallo dell’Expo, particolarmente affine a guidare visitatori e cittadini attraverso una conoscenza più condensata della cucina d’autore, ecco gli ingredienti che lo rendono imperdibile, in vetta a Palazzo Beltrami sede di Gallerie d’Italia, si apre un panorama senza eguali, se parliamo di vista a tavola, o forse meglio dire il tavolo, 24 commensali potranno prendere posto in un’unica soluzione, condividendo l’esclusivo tavolo anch’esso sospeso sul tetto, per un puro effetto speciale, ma niente panico lo studio di architettura  Park Associati, ha pensato bene come farlo scendere a misura di sedia per la vostra comodità, qui gli spazi sono fondamentali quando non si è seduti a tavola per intenderci.

Ricapitoliamo, creato come un grande teatro gastronomico, dove la Scala e le nuvole milanesi fanno da contorno, incontriamo le proposte culinarie dei 35 chef appartenenti alla scuderia Jeunes Restaurateurs d’Europe, ognuno impegnato per un’intera settimana decisamente gourmet. Tra i pezzi forti ad aprire le danze inaugurali vediamo lo chef Antonello Colonna, che raggiunge ottimi apprezzamenti, tra gli chef più ambiti stasera ci troviamo a documentare le performance del giovane creativo chef partenopeo, Francesco Spisito.

4 agosto è il momento per noi di salire al rooftop più aggraziato di Milano, Champagne Pommery  Brut Noir e amouse bouche, sono queste le proposte di benvenuto che ci accolgono al nostro arrivo, tutto molto curato soprattutto se lo chef in questione ha molto da esprimere nei suoi piatti, un ragazzo ambizioso che ha sempre saputo cosa fare in cucina, la sua prima stella è arrivata a soli 24 anni, seguita dalla seconda 6 anni dopo, Taverna Estia è il suo ristorante, a Brusciano Napoli, che dirige col fratello maggiore Mario Sposito, presenza indispensabile anche stasera, a lui il compito di selezionare gli abbinamenti del vino con le portate del fratello.

Sono sette le proposte come le sette meraviglie, compresi gli amouse bouche iniziali. Lo spazio prende vita in una luce conviviale, tutti pronti, e dopo qualche minuto il tavolo è servito, cosi per dire, perché dal soffitto scende come per magia. Ci accomodiamo la tavola è già finemente apparecchiata, affascinante questo procedimento, e dunque assaggiamo la prima portata, tagliatelle fresche di calamaro verace col suo nero, perfetti per la stagione, fluisce in bocca il fresco di mare con la scelta di vivacizzare il sapore del calamaro con un tocco di creatività, ottimi incastri gustativi.

Ovviamente il pesce è quasi un must nelle sue portate, e dalla libera navigazione si approda al secondo piatto, gambero sotto il Vesuvio, l’ambizione dello chef qui si vede tutta, un’inedita interpretazione, diventa seducente la sottilissima fetta di seppia adagiata sul gambero, con la vulcanica pietra di burrata per addizionare di sapidità i leggeri sapori. Tonno scottato con crema di peperoncini verdi, coscette di rana e fiori di borragine, siamo alla terza portata, ad aggraziarsi il tonno, che a mio avviso rimane una proposta che a volte fatica ad accoppiarsi con altri ingredienti, per via del sapore deciso del tonno, in questo caso lo considero un piatto godereccio ed oculatamente assemblato, si avverte al palato il contrasto delicato ma deciso dei peperoncini, che hanno la perfetta consistenza, soddisfa certamente assaporare insieme le coscette di rana, non è un abbinamento usuale ma di certo ha fatto centro.

La quarta proposta è a portata di forchetta, spaghetti di Gragnano con acqua di pomodoro, fiori di maggiorana e anguilla laccata alla fragola, assaggio questo primo e penso, non ho mai mangiato una pasta così deliziosa e vi assicuro che non esagero, uno chef veramente sopra la media si riconosce soprattutto dalla capacità di creare primi piatti d’eccellenza, in questo piatto tutto mi sorprende, profumi, la tradizione del pomodoro che arriva in bocca con quella punta di acidità, come se fosse concentrato, altrettanto stuzzicante l’abbinamento della anguilla, che se mangiata per ultimo, smorza di un tono la sapidità del piatto, direi onore allo chef.

Quinta proposta, parmigiana di rana pescatrice, melanzana bruciata a fiamma con pomodoro e mozzarella, e olio al basilico, c’è un grande mix del gusto negli abbinamenti, mi ricorda i sapori della mia terra, la Sicilia nell’utilizzo della melanzana, la ricetta è tutt’altra cosa, se si pensa a come è stata elaborata, una combinazione molto convincente, buono il contrasto con il pesce.

Tra le bontà dolciarie spicca la sesta proposta, parfait alla liquirizia, salsa di zucca alla vaniglia e croccante alle mandorle, deliziosa la salsa di zucca, è un dolce che sa viziare.

L’accostamento dei vini è stato studiato per evocare un viaggio tra i sapori raffinati e tradizionali dello chef Sposito, le scelte di riguardo sono state curate da Mario Sposito. Grego di Tufo, Berlucchi Saten, Piedirosso, vigne che hanno accesso e completato l’intera cena, accompagnando i sapori per esaltarne a pieno le proprietà organolettiche.

E dalla Milano più glamour, quella più magica in cucina, rimango piacevolmente appagata da un esperienza culinaria, l’indirizzo è quello giusto: Priceless restaurant Milano, al debutto dello chef Francesco Sposito.

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