Readings for foodies: tutto per noi #1

Non sapete cosa farvi regalare per Natale? Antonella vi suggerisce dei libri pieni di fool food passion.
Di Antonella Gigante

Le prime due puntate di Readings for foodies sono tutte, amabilmente, dedicate a noi foodies! Sei libri (non necessariamente novità, ché le meraviglie non hanno tempo) da suggerire a Babbo Natale, da sussurrare alla mamma, all’amica, al fidanzato di turno o, semplicemente, con cui farci un bel regalo. Sei libri pieni di fool food passion: libri che sarà un piacere scartare alla mezzanotte del 24 dicembre e.. sfogliare, sperimentare e assaggiare durante tutto il 2013.

Being Rachel Khoo

Se vi siete innamorate di Julie&Julia (e lo so che lo avete fatto, non fosse altro per il sogno di lasciare beghe, lavoro, trappole quotidiane e .. mettervi a cucinare tutto il giorno tutti i giorni!), non potrete non adorare lei. Rachel Khoo, “l’Amélie britannica dei fornelli” com’è stata ribattezzata, che ha lasciato una promettente carriera come PR di alta moda ed e-manager nella City londinese ed è sbarcata a Parigi, armata di pois, cocotte e voglia di pentole e fornelli. L’idea: rifare i classici francesi in chiave più semplice e contemporanea, invitando illustri sconosciuti reclutati su Twitter e Facebook a giudicare l’esito di questi esperimenti nella suo monolocale di Belleville, trasformato in un ristorantino per massimo due avventori. Due come gli sgabelli della sua minicucina. Il risultato: ricette facilmente replicabili, una grafica adorabile e sorrisi con il rossetto rosso che sprizzano gioia da ogni pagina. E poi.. volete mettere il gusto di fare colazione nei primi giorni del nuovo anno con un French Toast al Burro salato sentendosi parte delle favola? Con la speranza, magari, che un po’ di questa polverina magica finisca anche sulla nostra vita…

Rachel Khoo, La piccola cucina parigina, Luxury Books, 35.00 euro

Ps: Non mi arrendo. Se non sono ancora riuscita a farvi perdere la testa, date un’occhiata qui (The little Paris Kitchen – guarda il video). Adesso non ho dubbi: Cupido passerà anche da voi.

Ketchup e Nutella home made? Lo voglio!

Essere un foodie vuol dire adorare il cibo buono, gustoso, semplice e vero. Cibo senza fronzoli né artifici, senza (possibilmente) troppi conservanti o schifezze industriali. Preparato e condiviso con amore. E cosa c’è di meglio che provare  a mettere le mani in pasta e fare da soli quello che di solito compriamo già impacchettato, inscatolato e impilato in un supermercato? Dalle cose più semplici – la pasta fresca, il pane, le marmellate e le conserve – a quelle più insospettabili, i Laurendon – due coniugi che di mattina scrivono di cibo e di pomeriggio sperimentano e cucinano tutto quello di cui scriveranno il giorno dopo – ci insegnano, con l’aiuto di qualche amico, a preparare deliziosi yogurt senza dover possedere una yogurtiera, a produrre in casa formaggio fresco e tofu, le fette biscottate per la colazione e il burro che ci spalmeremo su, e persino ad affumicare il salmone o a farci un prosciuttino! Il tutto con una semplicità estrema, una grafica leggera, rilassante e confortevole e foto bellissime, con la cura editoriale che solo i libri della Guido Tommasi Editore sanno avere.
Ma non aspettatevi solo cibi bacchettoni.. Fatto in casa ci svela la ricetta del ketchup per un hamburger che non dimenticherete e (shhhh, avvicinatevi…) il segreto della Nutella home made! Insomma, schiude le porte del Paradiso. Fatto in casa: mai più senza!

Fatto in casa. La piccola dispensa home made, Guido Tommasi Editore, 25.00 euro

Se sei triste e ti manca l’allegria..

Ha ragione Faciolince: “nessuno conosce le ricette per la felicità“. Eppure, all’interno di questo trattatello edito già qualche anno fa e appena ripubblicato da Sellerio, il romanziere colombiano ne propone alcune che almeno plachino l’infelicità dei giorni più cupi. Che fai, piangi? Riso bianco e tuorlo d’uovo, il cui “colore giallo […], nel bianco del riso, allontana i singhiozzi e sopprime il pianto”. L’amato è lontano e senti il peso della sua assenza? Ventotto foglie di cedronella in infuso, “da bere a sorso a sorso e di spalle al pomeriggio in una tazza bianca. E se alla fine l’angoscia persiste, puoi stare sicura che lui non tornerà”.
Sei triste? Non cercare di consolarti con “pietanze della gioia”, nn servirà. Al contrario, cucinati un piatto malinconico, un bel “cavolfiore nella nebbia”. Mangialo in piedi, piangi pure addentandolo: quella “tristezza fiorita”, col suo vapore acqueo, dividerà con te la tua tristezza. E ancora: se ti senti vecchia, se sei nervosa o se non dormi, se hai tradito o se sei stata tradita, se è piombata tua suocera in un giorno già sbagliato, Héctor Abad ha una ricetta per tutto.
Io mi sono imbattuta in questo libro per caso, una sera in cui ero davvero triste. L’ho portato a casa con me e, a fine serata, la tristezza era lontana: tutto merito delle parole di Faciolince, che, col loro tono bonario e consolatorio, a metà tra il divertente e il divertito, hanno fatto più  effetto del suo cavolfiore. Provare per credere.

Héctor Abad Faciolince, Trattato di culinaria per donne tristi, Sellerio, 12.00 euro

Il libretto si può acquistare anche nel bel cofanetto natalizio Sellerio “Leggere di gusto”

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