Sparkling Nootebook – Verticale in Diagonale di Ferrari

Ivan ha partecipato ad una pretigiosa degustazione e ci vuole raccontare sia le bevute che le chiacchiere.
Di Ivan De Chiara

Vi avevo annunciato una verticale molto interessante e non me la sono affatto scordata! Ho avuto il piacere di degustare diverse annate dei vini più ambiziosi delle Cantine Ferrari (rispolvero il vecchio non ha bisogno di presentazioni) ed è stato molto istruttivo. Non vorrei farvi venire il latte ai ginocchi trascrivendovi le mie note di degustazione quindi vado al sodo. Abbiamo bevuto diverse annate di Ferrari Perlè, Ferrari Perlè Rosè, Ferrari Perlè Nero, Ferrari Riserva Lunelli e Giulio Ferrari Riserva. Quelli che mi sono piaciuti di più a prescindere dall’annata sono stati il Giulio (come sono originale..) e il Rosè. Il Giulio è sicuramente uno dei migliori metodo classico Italiani e il ’97 era già molto compiuto, sempre pulito, fresco e mai smieloso. Il Rosè è molto caratterizzato dai profumi del Pinot Nero (frutta rossa, carne, anice), più da carne che da pesce, ma comunque elegante. Bevendo la ’97 si è potuto verificare la potenzialità di evoluzione che è davvero notevole. Per il resto dico che l’annata 2006 ha accolto i favori di tutta la platea svettando sulle altre.

Una discussione interessante è emersa degustando il Ferrari Riserva Lunelli, l’unico che fa legno, il quale ha diviso il pubblico tra chi apprezza la strizzatina d’occhio al rovere e chi lo considera una stonatura facilmente evitabile. Ecco non voglio dar giudizi su questa discussione ma devo dire che le 2 filosofie sono inconciliabili. Oggi va molto di moda il vino artigianale fatto dal produttore “come piace a lui” che significa: rispetto del territorio, totale estraneità dal mercato e assoluto disinteresse per le preferenze del consumatore.

La filosofia opposta è quella della azienda medio/grande che tiene conto del mercato, delle scelte del consumatore e fa vino per 2 ragioni: perchè piaccia e perchè sia venduto. Ancora non sono riuscito a comprendere fino in fondo il perchè sia una parolaccia… Al giorno d’oggi credo che l’unica cosa da fare sia avere molti dubbi e bere molte vini.

Chiudo con una frase del grande Italo Calvino che rispose con queste parole a chi lo accusò di aver scritto libri adulando il medio lettore:                                                                                                                           “Non mi dimenticherò neanche per un minuto che il lettore è l’acquirente e che il libro è un oggetto che si vende sul mercato…chi crede di poter prescindere dall’economicità dell’esistenza e da tutto ciò che essa comporta, non ha mai avuto il mio rispetto”

Torna in alto