Sparkling Notebook – Rosè de Saignèe a Vertus

Parliamo di uno champagne rosè molto particolare del più celebre vigneron di Vertus: Larmandier-Bernier.
Di Ivan De Chiara

Era un po’ troppo che non aggiornavo il mio taccuino delle bollicine e così riparto di slancio con uno Champagne assai particolare.

Proprio ieri ho bevuto un paio di bicchieri del Rosè de Saignée di Larmandier – Bernier, stimato récoltant manipulant biodinamico di Vertus. A differenza dei rosè maggiormente diffusi a cui viene aggiunta una piccola parte di vino rosso , il rosè de Saignée è ottenuto con macerazione diretta delle uve per 2/3 giorni.
E’ uno champagne molto particolare che si presenta molto intenso già dal colore, con un cerasuolo carico e tanta spuma. Al naso è un ping pong tra frutti rossi, lampone e ciliegia su tutti, con un ricordo di kir man mano che si scalda. Qualche incursione di fiori rossi e note di lievito ma il frutto è assoluto protagonista. In bocca la bollicine è cremosacon un’acidità ben calibrata; disturba un po’ la presenza del tannino che lo trattiene quando sta allungando la falcata. E’ comunque piacevolmente saporito e gustoso.

L’idea che mi è rimasta è di un vino piacevole ma non mi conquista totalmente. Di Pier Larmandier preferisco le sue declinazioni con lo Chardonnay. Non ha lo charme del grande rosè, nè il carattere del vigneron maledetto. Non dico che non sia nè carne nè pesce, ma che segue un altra strada. Ha un profilo più vinoso, che da champagne rosè. Sicuramente uno champagne particolare, da bere e magari farci 4 chiacchiere sopra.

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