Sparkling Notebook – Tutto il meglio degli champagne Bollinger

Grande degustazioni degli champagne più prestigiosi della Maison Bollinger.
Di Ivan De Chiara

Bollinger è senza dubbio una Maison capace di esercitare un fascino esagerato. La qualità eccelsa dei suoi champagne e l’intuizione geniale di legare l’ immagine ad icone estremante affascinanti (007, Lady D..) sono stati determinanti alla creazione del mito.

L’oppurtunità di avere a disposizione una bottiglia rara e faraonicamente costosa come la Vielles Vignes Francaises ha stuzzicato l’idea di una degustazione total white di Bollinger. Così ci siamo goduti in successione Special cuvée, Grande année ’04, RD ’96, e VVF ’99.

Siamo partiti con l’ottima Special Cuvée (60% pn, 25% ch e 15% pm) la loro bottiglia dai grandi numeri (circa 2 milioni) e siamo partiti bene. Paglierino non troppo carico e perlage in bella evidenza, con un naso tutto giocato su frutta e lieviti; mela,cedro, ananas e frutta più dolce come la pesca vanno a breccetto con note di pan di spagna e crosta di pane. Ingresso fresco e gustoso, ha pure un discreto allungo dove ritorna la mandorla e la crosta di pane.

Con la Grande année ’04 (66% pn, 34% ch) si alza il tiro. Il colore si fa più carico con delle pennellate dorate e un perlage continuo. Profumo più intenso e variegato, L’annata caldina si sente; il fruttato è particolarmente maturo, albicocca, sciroppo d’ananas, cedro e limone candito anticipano note di pasta frolla, speziatura di vaniglia e pepe bianco e tostature di caffè,cioccolato bianco e tabacco biondo Anche la mineralità gessosa è più in evidenza. Avvolge il palato e si distente con grazia,non grasso ma bello in carne!. Uno ottimo champagne, me lo aspettavo un filino più nervoso, invece è già pienamente equilibrato.

Récemment Dégorgé ’96 (70% pn, 30% ch) ha un bellissimo color oro brillante. Dinamico ed elettrizzante al naso. Note iodate e marine a profusione, poi torroncino, tabacco, limone, susina, miele..non sta un attimo fermo nel bicchiere! Anche in bocca è esplosivo, salino, dirompente. Un grandissimo champagne con una vitalità clamorosa. L’annata ’96 gli ha donato un elisir di lunga vita che gli permetterà di andare avanti a lungo sempre che non finisca prima. Capolavoro!

Vieilles Vignes Francaises ’99 (100% pn ) ha un colore dorato molto carico con riflessi ambrati e poco perlage. Ha un naso molto dolce e compatto. Miele di castagno, pesca sciroppata, albicocca disidratata, cannella e molte note tostate come caffè, tabacco, amaretto. Molto grasso e opulento anche in bocca, più vinoso che champoso con una bollicina fantasma. Buona la persistenza ma dopo un po’ ha il fiatone. Tirando le somme posso dire che mi aspettavo di più, certo entrare in scena dopo quell’ rd non era semplice, ma stiamo parlando di uno champagne dal prezzo a dir poco impressionante. Uno champagne curioso, particolare e unico nel suo genere che vale la pena conoscere ma probabilmente rientrerà nella categoria “una volta nella vita.. e basta”. 

Quindi quando vi chiederanno se volete cambiare un VVF con un paio di RD, non fate come quella signora col dixan ma prendete a esempio il mitico Renato Pozzeto ne “il ragazzo di campagna”… cambiatelo!

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