Tips from Barcelona – Escribà

Arriva puntuale dalla Spagna l’appuntamento con Tips from Barcelona. Stavolta Laura ci parla di Escribà, luogo dalla grande storia dolciaria.
Di Laura Torre

A volte, certi posti rendono tangibili alcuni sogni. Anche quelli semplici e dolcemente golosi.
Questo è il caso di Escribà, uno dei luoghi gastronomici di Barcellona più famosi e conosciuti. Dove la storia dolciaria dell’omonima famiglia si mescola con quella artistica della città.

Nata agli inizi del ’900 in un locale della Gran Via de Les Corts Catalanes per mano di Mateu Serra i Capell, questa pasticceria ha le sue origini come una semplice panetteria. Un forno, però, che presto diventa il migliore del quartiere, merito anche della moglie di Mateu e dei suoi pastissets (dolci panzerotti di pasta sfoglia non lievitata, ripieni, nella loro versione tradizionale, di cabello de angel, polpa caramellata di frutta della famiglia delle cucurbitacee). E degli interni ed esterni del locale stesso, esempio del modernismo catalano.
Mateu e la moglie hanno diversi figli, tra cui Josefa, che si sposa con Antoni Escribà i Casas, panettiere anche lui, nonché confitero (pasticciere). Ha ora inizio il lungo capitolo Escribà di questo dolce luogo. Nonché la sua trasformazione.

E’ infatti con il secondo figlio di Josefa e Antoni, anche lui di nome Antoni, che prende vita l’arte del cioccolato firmata Escribà, grazie alla sua passione artistica per il disegno e per l’arte del modellare. Nasce così il “mago del cioccolato”, che porta il suo talento in tutto il mondo. Ed è sempre così che prende vita la punta di eccellenza di questa pasticceria, le monas – torte tipiche della tradizione catalana per il Lunedì dell’Angelo – rivisitate però in chiave prettamente Escribà.
Dopo un periodo parigino – dove Antoni conosce Etienne Tholoniat, colui che all’epoca era considerato il più grande pasticciere francese, e sua figlia Jocelyne, poi compagna di vita di Antoni -, la famiglia Escribà si allarga e rileva, nel 1986, i locali dell’Antica Casa Fargas sulla Rambla.

Oggi, quando si parla di Escribà, si fa ancora riferimento ai due negozi. Quello della Gran Via de Les Corts Catalanes, sede storica della pasticceria, è il “centro operativo” in cui quotidianamente vengono prodotte tutte le dolcezze artigianali della casa.

E si presenta in una veste totalmente moderna, minimalista, essenziale. Ha due porte d’ingresso, entrambe sulla Gran Via: da una si accede direttamente alla zona panetteriaEscribà infatti mantiene intatte a tutt’oggi le sue origini da forno – e, poco dopo, a quella caffetteria – tra eleganti tavolini in marmo e ferro battuto e sedie nere, nonché diverse fotografie alle pareti.

Dall’altro ingresso invece si accede alla parte che si divide tra un’altra piccola zona degustazione, un paio di banconi ripieni di dolci, un piccolo angolo shop.

E parte del laboratorio. Sì, proprio il laboratorio, perché Escribà dà la possibilità a tutti di poter sbirciare un po’ il proprio lavoro e di far assistere dal vivo alla preparazione dei suoi dolci, tra pasticcini, torte e mille altre golosità, molte delle quali – ovviamente – a tutto cioccolato.

Appese troviamo nuovamente diverse fotografie, che raccontano sia i protagonisti della pasticceria che alcuni ospiti; in più, al piano superiore, spazio al primo show room di pasticceria d’Europa, dove ci si può ispirare per farsi fare un pastel (pasticcino) totalmente personalizzato.

Il negozio della Rambla, da parte sua, porta su di sé ancora intatti i segni della storia architettonica ed artistica del ’900 della città: di proprietà fino alla fine degli anni ’80 della famiglia Figueras – produttori di pasta e semola che, secondo la tradizione popolare, furono i primi a portare in Catalogna i tagliarini italiani -, l’Antica Casa Figueras, infatti, venne rinnovata nel 1902 dallo scenografo modernista Ros i Güell. Ed oggi il negozio si presenta come un piccolo museo modernista, un’opera d’arte non solo del gusto, ma anche dell’arte figurativa, tra le vetrate di Granell e Rigalt, i mosaici di Maragliano, la scultura interiore di Bernador.

Entrando, ci si tuffa immediatamente nel mondo Escribà: ad accoglierci, una piccola sala, il cuore del negozio, dove, sulla sinistra, domina il bancone pieno di dolci. Ma le prelibatezze riempiono anche gli scaffali e le vetrinette antiche alle pareti, nonché le vetrine.

Poco più avanti, scendendo qualche gradino, ecco la seconda sala, sempre raccolta ed elegante, con qualche tavolino di marmo e sedie in ferro battuto, qualche fotografia alle pareti e un piccolo bancone, con altre dolci bontà della casa.

Ma cosa si può gustare da Escribà? Come detto, las monas sono il vanto di questa pasticceria, così particolari e speciali da essere ammirate da tutti, addetti del settore e non solo. Ma a farla da padrone è anche la pasticceria piccola e tradizionale: tra pasticcini al cioccolato, alla frutta, alla panna; tra croissant semplici o ripieni al cioccolato; tra creme catalane e bonbon al cioccolato. E ancora, ensaimadas – dolci di pasta sfoglia lievitata e al forno, ricoperti di zucchero, sia senza ripieno che con diversi tipi di ripieni – torte al cioccolato e non solo, tavolette di cioccolato di vario tipo.

In più, Escribà propone anche murales dulces – vere e proprie pareti dolci -, dolci di grandi dimensioni e dalle forme più svariate – come draghi o grandi torte a tema. E addirittura dolci regalo dalle forme più disparate: da un cappello ad un anello, da scarpe di cioccolato a giornali sempre di cioccolato, da dolci a forma di cd a quelli a forma di cartoline.
Una grande mezcla (mescolanza) di semplicità e creatività, dove la professionalità resta sempre il punto di forza.

Chi scrive ha scoperto Escribà in due momenti differenti: prima in estate, recandosi con amici nel locale sulla Rambla; poi in autunno, andando a scoprire, col suo solito fidato accompagnatore, la sede storica in Gran Via de Les Corts Catalanes. Gustando, entrambe le volte, dolcezze differenti.

Nell’antico locale sulla Rambla, complice anche la curiosità per un postre (dolce) tipico catalano mai prima mangiato nella sua terra natia, abbiamo tutti voluto gustare la crema catalana. Dolce che mangiato in una delle migliori pasticcerie barcellonesi ha avuto un qualcosa in più davvero quasi inspiegabile: non solo per la sua bontà – il sapore caramellato, dolce, ma per nulla stucchevole – , per la delicatezza – nonostante il retrogusto delle uova -, per l’eleganza della preparazione – dove il momento della fiammata per creare la crosticina della crema avviene prima, proprio per mano del pasticcere, e non a tavola -, per l’ottimo contrasto – delicatamente croccante fuori, morbido come una crema dentro. Ma anche per il trovarsi in un piccolo tempio artistico, dove la storia della pasticceria dà vita ad un’atmosfera veramente unica.

Nel locale della Gran Via abbiamo invece voluto provare la pasticceria da colazione.

Accompagnati da un café con leche – cugino spagnolo del nostro cappuccino, dove però il latte non viene montato, il tutto con una proporzione caffè-latte pari solitamente a due parti uguali – ed un café solo – caffè senza latte, equivalente ad un caffè lungo italiano -, abbiamo provato e gustato due croissant ripieni al cioccolato. Non molto grandi, ma deliziosi: croccanti all’esterno e soffici all’interno, con un ripieno buonissimo, sia per la cremosità, che per la squisitezza del cioccolato. Tanto che eravamo tentati dal mangiarne qualcun altro in più.

Estate o autunno che sia, a Barcellona una sosta da Escribà è praticamente d’obbligo. Che la facciate di mattina, di pomeriggio o di sera non importa. Le sue prelibatezze non vi lasceranno indifferenti. E la sua storia, anche artistica, vi incanterà.

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