Tips from Barcelona – La Boqueria

Ecco a voi La Boqueria, mercato di Barcellona tra passato e presente. Come sempre, ce lo racconta Laura.
Di Laura Torre

“Pero ya la Rambla se llenaba del bullicio comercial de la tarde y Carvalho se metió bajo el escudo colgante que daba paso a la entrada del Mercado de la Boquería. Quería cenar bien. Tenía la necesidad de guisar un rato mientras daba vueltas al asunto en la soledad de su casa y tenía solucionado el cierre del día con la promesa de una buena cena. Compró rape y merluza fresca, un puñado de almejas y mejillones, algunos langostinos. De sus brazos colgaban las bolsas de plástico blanco llenas de tesoros y recorrió el apacible despertar vespertino del mercado. Muchos puestos estaban cerrados y el acto de comprar comida tenía por la tarde el respaldo de un tiempo diferente, un ámbito peculiar limitado por un silencio casi total, apenas roto por los ruidos de la oferta y la venta”. (Manuel Vázquez Montalbán, Tatuaje, 1975)

Molto più di un semplice mercato. Molto più di un semplice luogo dove poter hacer la compra (fare la spesa). E molto più di un luogo per turisti, sebbene siano davvero tanti quelli che lo prendono d’assalto quasi 365 giorni all’anno. La Boqueria (in catalano, Boquería in castigliano) è molto di più di tutto questo. E’ uno dei cuori pulsanti di Barcellona, ricco di profumi, sapori e tanti, tanti colori. Che da secoli racconta la storia della sua città.

Nel pieno del Raval, una delle zone più caratteristiche del centro storico di Barcellona – anzi, la zona più autentica del centro storico della città di Vázquez Montalbán –, la Boqueria sorge sulla Rambla – una delle vie più famose della città, nonché luogo legato al commercio di alimenti sin dal XII secolo -, benché inizialmente sotto forma di mercato ambulante.

Le origini del mercato sono confuse, ma si sa che nacque “all’aria aperta”, presso le porte delle antiche mura, nella zona oggi chiamata Pla de la Boqueria (piano della Boqueria); i primi mercanti erano contadini, venditori ambulanti e persone delle masias (masserie) della zona, che vendevano i propri prodotti. Il suo nome iniziale era mercado de la paja e poi el Bornet, ma la Boqueria non nasce come mercato ufficiale: si presentava, in realtà, come estensione di un altro mercato limitrofo, quello di Plaza Nueva (piazza Nuova).

A fine ’700 viene costruita la prima pescheria e nello stesso periodo sorgono nuove macellerie e pollerie. Ma ancora, nonostante nuovi lavori della stessa fine del 1700-primi del 1800, il mercato non ha una sede fissa e continua a spostarsi: è solo nel 1826 che c’è un primo ordine per una sua regolamentazione, da parte del Marchese del Campo Sagrado, Capitano Generale della Catalogna. Nel 1835, poi, viene abbattuto l’antico convento di San José e, al suo posto, data vita alla plaza San José (piazza San José), ubicazione attuale della Boqueria. Una piazza grande, circondata di portici, inizialmente nata però non per il mercato: il progetto originale prevedeva infatti una piazza piena di giardini, dedicata al Treball (lavoro, in catalano).
E’ infine con il 1840 che iniziano i lavori per portare tutta la Boqueria in plaza San José, medesimo anno in cui il mercato viene ufficialmente inaugurato. Con il 1914, poi, nasce la copertura della Boqueria, il suo enorme tetto in ferro battuto.

Con l’arrivo del XXI secolo, ha inizio una rinascita commerciale del mercato, con, tra le altre cose, la creazione nel 2003 della Aula Gastronómica, una piccola scuola di cucina in cui hanno luogo eventi e in cui, soprattutto, si insegna a cucinare ad adulti e bambini; in più, nel 2005, la Boqueria ha ricevuto il premio come miglior mercato del mondo, riconoscimento assegnatole dal Congresso Mondiale dei Mercati svoltosi a Washington DC. E ad oggi il mercato è parte della rete europea Emporion dei mercati di alimentazione d’eccellenza, rete promotrice del progetto europeo MedEmporion relativo all’ambito dei mercati del Mediterraneo.

Fin qui, la storia della Boqueria, tra passato e presente. Ma come si presenta, oggi, questo mercato, agli occhi di chi decide di andarlo a scoprire o a chi lo conosce da sempre e vi ci si reca per fare la spesa? Ad accogliere i visitatori o compratori che siano troviamo, poco prima dell’ingresso principale sulla Rambla, un paio di banchi esterni dedicati principalmente al prosciutto crudo, il famoso jamón ibérico. Ma soprattutto troviamo un arco in ferro battuto e vetri colorati, il varco ufficiale del mercato, dove a primeggiare è il grande stemma simbolo della Boqueria.

Oltrepassato, si entra ufficialmente nel mercato, tutto al di sotto della grande copertura che domina l’intera piazza; ai lati, invece, sotto i portici, si susseguono uno dopo l’altro bar, panifici, locali, piccoli negozi.

I primi banchi che si incontrano dentro la Boqueria sono sempre presi d’assalto dai turisti, specialmente quelli che si trovano nel corridoio centrale: banchi di frutta fresca, di dolci, di frutta secca. Dove la varietà la fa da padrone: frutta di stagione ed esotica, venduta anche in pratiche confezioni listas para comer (pronte da mangiare), con la frutta tagliata a pezzetti; caramelle, cioccolatini, frutta di marzapane. E ancora, noci, nocciole, frutta essiccata – come kiwi, albicocche, ananas.

Ma è quando ci si addentra all’interno del mercato che se ne scoprono i segreti. Lasciata la folla che si accalca all’ingresso, la Boqueria si apre con corridoi che si intrecciano tra di loro, quasi fossero piccole vie di una cittadina, fin quando non si giunge al centro del mercato. Qui troviamo una piazza ovale, interamente dedicata al pesce, alle pescherie. E anche in questo caso la varietà è davvero notevole: pesce azzurro, pesce spada, tonno di diverse qualità, frutti di mare, aragoste, gamberi, granchi. Per non parlare del pesce sotto sale, baccalà in prima fila, e di quello venduto già cotto, specialmente fritto. Un tripudio di odori, così ricco che quasi sembra di sentire quello del mare.

Nelle varie arterie tutte intorno alla piazza, è invece un susseguirsi di colori e sapori differenti: dalla frutta e verdura alla carne, dai dolci alla frutta secca, dalle uova alle patate e cipolle – con alcuni banchi che vendono proprio solo uova e solo patate e cipolle, di diverse qualità -, passando per banchetti ricolmi di peperoncino d’ogni specie.

E ancora, dal pane ai piccoli alimentari con prodotti di tutto il mondo, dai banchi specializzati in spezie a quelli dedicati a mille varietà di olive, dalle rosticcerie con salumi e formaggi – spagnoli, ma non solo – ai piccoli negozi di vini. Senza dimenticarsi i vari banchi di bar e piccoli ristoranti, dove poter gustare sul momento le prelibatezze del mercato. E persino la pizza.

Se tutto questo non vi bastasse, eccovi ancora due curiosità sulla Boqueria. Tutte le mattine dal lunedì al sabato, nella piccola plaza de Sant Galdric (piazza di San Galdric), adiacente al mercato, si trovano i banchi dei contadini della zona, che vendono i loro ortaggi e la loro frutta. Aspetto che richiama le origini di questo mercato, le sue prime bancarelle all’aperto, i suoi inizi. E che gli conferisce, ancora, un aspetto di semplicità e genuina autenticità. In più, anche i negozi di fiori lungo la Rambla – per l’esattezza, nel tratto che si chiama Rambla de las Flores, unico luogo nel XIX secolo in cui si vendevano fiori a Barcellona – sono parte della Boqueria.
Conoscere la Boqueria è praticamente d’obbligo per chi vuol conoscere uno dei fulcri – gastronomici, ma anche storici – di Barcellona. Ricordandosi, però, che la vera Boqueria è fatta di sapori, odori, semplicità e genuinità. Al contrario di quanti, purtroppo, la vedono come un semplice luogo turistico. E non la conoscono, come invece merita, come dei veri viaggiatori.

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