Un mercoledì da Leoni: Clos des Goisses ’96

Ecco il racconto di un frizzante mercoledì sera in compagnia di una celebre cuvèe de Prestige di Champagne.
Di Ivan De Chiara

Il film più amato dagli appassionati di vino è senza dubbio Sideways. Non un capolavoro, ma Paul Giamatti in versione Basset Hound si fa voler bene. La scena/metafora che adoro è quella in cui Paul, ormai disperato depresso e sull’orlo del suicidio, decide di bersi tragicamente il suo vino più prezioso, il mitico Chàteau Cheval Blanc del ’61 (quello che conserviamo in cantina nella speranza di aprirlo il giorno della contemporanea nascita del figlio e vincita al superenalotto), in dei bicchieracci di plastica in un fast-food fatiscente. Sembra il preludio della fine, ma poi arriva a tranquillizzare lo spettatore, il solito happy-end all’americana. Comunque se c’è una cosa che insegna questo film, è che il momento perfetto per bersi la bottiglia della vita non c’è nemmeno nelle commedie Holliwoodiane, quindi un anonimo mercoledì è più che sufficiente.

Clos des Goisses 1996 di PHILIPPONNAT:
Colore oro antico, con bolle fini che non avevano più lo scatto del centometrista . Appena aperta sbuffo di distillato, poi tanta patisserie, wafer, caffè, burro di cacao, pasta frolla, crema e colomba della pasticceria Nuovo Mondo. Poi si allarga ed esce il fruttato di ananas ben maturo, marmellata di agrumi, noce e tanto tanto gesso. In bocca è ancora più sorprendente, il vino non svolge malolattica e si sente. E’ ancora molto fresco con un perlage setoso che accarezza il palato. Lungo e saporito. Nonostante gli anni in cantina, è un vino dalle notevoli capacità di invecchiamento.Grandissimo vino. Sicuramente nella top five dei 5 champagne più buoni da me bevuti..il mercoledì sera!

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