Vinnatur 2014: Bevute, Sorrisi e Incontri a Villa Favorita

Vinnatur 2014! Vinnatur 2014! Vinnatur 2014! Come sempre siamo stati bene e abbiamo ritrovato tanti amici.
Di Marco Dall’Igna

Dopo una dura settimana vissuta ai mille allora percorrendo in lungo e in largo le tre fiere enologiche venete, mi sono preso un po’ di tempo, prima di iniziare a scrivere, per riordinare le idee e rileggere gli appunti, impresa facile inizialmente, ma che si faceva sempre più difficile con l’inizio delle note del pomeriggio, quando ormai gli svariati assaggi iniziavano a farsi sentire influenzando negativamente la grafia, peraltro già pessima di suo.

Nel corso di queste tre manifestazioni ho conosciuto persone meravigliose, trascorso giornate bellissime, ma soprattutto assaggiato un sacco di vini, alcuni eccellenti, altri discreti, altri ancora che non mi sono piaciuti per nulla.

Ma andiamo con ordine, partiamo dalla prima delle mie tappe: Il Vinnatur, a cui ho partecipato sabato 5 aprile.

Nella splendida cornice di Villa Favorita a Sarego (VI) si è svolta, come ogni anno, la splendida manifestazione sui vini naturali organizzata dall’associazione Vinnatur.

E’ il terzo anno che vi partecipo ed ogni anno me ne vado sempre con il sorriso, un po’ anche per il livello di alcol in corpo, e con un pizzico di rammarico, perché so che dovrò aspettare un altro anno per tornarci.

Bellissima come sempre la location scelta per l’evento, Villa La Favorita appunto, con il suo splendido viale costellato di cipressi che ti scortano fino all’entrata, il suo grande giardino ideale per una piccola siesta, i suoi meravigliosi affreschi e il paesaggio mozzafiato che la circonda.

Appena varco l’ingresso mi è chiaro fin da subito che tutto, come sempre, è organizzato nel migliore dei modi: pochissima fila per ritirare l’accredito, grande mappa all’ingresso con la disposizione dei produttori, peraltro scaricabile via internet già dai giorni precedenti, e il solito clima allegro e rilassato che contraddistingue Vinnatur.

Prima però di passare agli assaggi vorrei parlarvi di quella che, secondo me, è stata la più bella sorpresa di quest’anno: la Tasting Room dedicata alla stampa. Un’intera sala dedicata solo ai Giornalisti/Blogger, a cui si poteva accedere solo in venti alla volta e dove, disposte sopra ad un lungo tavolo, si potevano trovare molte delle bottiglie presenti alla manifestazione, pronte per essere degustate in tutta calma e tranquillità; nessuna fretta, nessun possibile condizionamento da parte del produttore, solamente noi e il vino (e questo sarebbe potuto essere un potenziale problema, ecco perché c’era sempre qualcuno a controllare che tutto si svolgesse con regolarità). Poco da dire insomma, l’ennesima trovata brillante di Angiolino Maule (di cui pubblicheremo un’intervista nei prossimi giorni).

Ma non di solo vino si vive al Vinnatur, al piano inferiore vi era una saletta dedicata ad alcuni produttori agroalimentari dove ci si poteva concedere un po’ di ristoro con delle degustazioni,a pagamento, di salumi e formaggi. Sempre nelle cantine c’erano anche i forni della Esmach, una realtà mondiale specializzata nella progettazione, realizzazione e fornitura di macchinari per la panificazione di cui vi parleremo a breve in un apposito post, in cui pizza e pane venivano sfornati a catinelle per poi essere portati nella tensostruttura esterna dove si potevano acquistare degli ottimi tranci o dei panini farciti. Ancora nelle cantine c’era il banchetto della “Possibilià Editore” dove si potevano sfogliare ed acquistare libre e riviste inerenti al mondo vino (con particolare attenzione alla francia); personalmente ho letto “Champagne il sogno fragile” di Samuel Cogliati (titolare della casa editrice) e mi sento di consigliarlo caldamente a chiunque.

Ma veniamo ora al protagonista principale della giornata e del post, quello a cui tutto ciò ruota attorno: il vino.

Di assaggi nel corso di questa meravigliosa giornata ne ho fatti molti, alcuni veramente soddisfacenti, ma stare a raccontarveli tutti sarebbe inutile oltre che estremamente noioso. Vi parlerò allora di quelli che maggiormente mi hanno colpito ed emozionato.

Da dove comincio? Ma dalle bollicine è ovvio. Appena entrato mi sono subito diretto nel settore dedicato agli spumanti, in ossequio alla regola secondo cui si inizia con le bolle, si prosegue con i bianchi fermi e si finisce con i rossi.

Il primo bersaglio che ho messo nel mirino sono stati i grandi, e totalmente fuori dal comune , franciacorta di Casa Caterina. L’azienda era qui rappresentata da uno dei fratelli titolari, il massiccio ed istrionico Aurelio Del Bono. Elegantissima tutta la linea, frutto di un lungo affinamento sui lieviti a cui tutti i vini sono sottoposti, ma quelli che più mi hanno colpito sono stati il Pino Nero Brut Classic 2004 e il Pinot Meunier 2002. Piccola curiosità: tutti gli spumanti di Casa Caterina sono a dosaggio zero e i fratelli Del Bono hanno da tempo rinunciato alla D.O.C.G.

Subito dopo la Franciacorta mi sono diretto in Champagne dove ho provato prima una grande Cuvèè Loius di Tarlant (50% Pinot nero e 50% Chardonnay), frutto di un blend di varie annate (85% dell 99 e 15% tra 96/97/98), e poi l’eccezionale gamma di Laherte Freres di cui voglio ricordare Les Empreintes (50% Chardonnay 50% Pinot nero), Les 7 (frutto della vinificazione di 7 uve differenti) con i suoi sentori di frutta esotica al naso e la sua grande eleganza e mineralità al palato, e infine Les Vignes D’Autrefois un pinot meunier in purezza con al naso sentori fruttati e di crosta di pane e una bocca veramente fresca e lunga.

Prima di passare ai bianchi una menzione speciale va fatta a Costadilà e ai suoi prosecchi nominati in base all’altezza delle vigne, troviamo cosi il 330 (il più tradizionale dei tre con soli 2 giorni di macerazione), il 450 con la sua grande acidità e i suoi 5 giorni di macerazione e infine,il più strano e non convenzionale, il 280 con i suoi 20 giorni di macerazione. Vino quest’ultimo che o si ama o si odia; a me personalmente piace, e parecchio.

Tra i bianchi una menzione speciale la meritano il nosiola 2012 di Rauten e le malvasie aromatiche di Lusenti.

Tra i rossi l’oscar della giornata va sicuramente ai grandissimi vini di Roagna (incredibili il Barbaresco Paje 2008 vecchie viti dai netti sentori di viola al naso e dalla grande eleganza in bocca e e il Barolo La Rocca e La Pira 2008, grandi sentori di viola e amarena al naso e dalla grande finezza ed eleganza in bocca con un bel tannino vivo) e ai sorprendenti prodotti dei siciliani Cos (il Cerasuolo 2011, 60% Nero d’Avola, 40% Frappato di Vittoria, dai sentori di ciliegia al naso e una grande eleganza e una bevibilità a dir poco pericolosa; il Pithos rosso 2012 ,60% Nero d’Avola 40% Frappato di Vittoria , che fermenta e affina in anfore di terracotta da 400 litri).

Note di merito anche per l’elegantissimo Pachna 2009 di Pacina e per il pericolosissimo, considerando l’eccezionale bevibilità, Felix della Tenuta Montiani.

Per questo Vinnatur è veramente tutto, come avrete capito sono stato, al solito, benissimo, ho bevuto, al solito, benissimo e ci tornerò, al solito, l’anno prossimo.

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