Vinopolis – Un buon Riesling? Il Bopparder Hamm Feuerlay!

Fabio sta scoprendo il Riesling grazie a un amico … L’azienda è la Weingutt August Perll, il vino il Bopparder Hamm Feuerlay!
Di Fabio Mollica

Questa settimana ho deciso di dare uno sguardo oltre-confine, perché tutti sappiamo che ci sono vini buoni anche all’estero, ma magari non ci attendiamo di trovarli in Germania. Ebbene, grazie al mio amico Gilbert Winfield, profondo conoscitore di vini di tutto il mondo, ho avuto modo di sorseggiare un buon Riesling dal prezzo molto interessante (6,10 euro in cantina).

Si tratta del Bopparder Hamm Feuerlay dell’azienda Weingutt August Perll. Lo so, il nome non è propriamente invitante, e l’etichetta è addirittura urticante, una delle più brutte viste in vita mia, ma credetemi, questo bianco si è rivelato davvero piacevole. Diciamo che è una di quelle occasioni in cui è appropriato dire che “l’abito non fa il monaco”.

Questo Riesling secco è ottenuto da uve coltivate nella regione del Mittelrhein, dove si possono ammirare vitigni spettacolari, cresciuti su monti che scendono quasi a strapiombo sul fiume. Una zona nella quale ti potresti aspettare di tutto, tranne che un vigneto, e invece…

Invece da quei grappoli si imbottiglia un vino complesso e di intensa aromaticità, che sprigiona forti profumi di frutta (limone, mela, pompelmo) e che al contrario di molti Riesling non propone una vena dolce accentuata.

Quest’ultima caratteristica lo rende bevibile a tutto anche a tutto pasto. Infatti l’ho degustato prima accompagnato da mango e polpa di granchio, poi con dei formaggi, e perfino su una strepitosa carne inglese alla brace: in tutti e tre i casi si è dimostrato ottimo.

Le spiegazioni di Gilbert mi hanno incuriosito ad approfondire la conoscenza del Riesling: ammetto di averne bevuti pochi, ed ho scoperto che in Germania la legislazione è ancora più complicata che in Italia. Pensavo che il nostro Paese su certe cose avesse l’esclusiva della follia, e invece da quelle parti, oltre a fare etichette che sembrano papiri (per quante informazioni contengono), dividono i vini in trocken (secchi), kabinett (secchi o leggermente abboccati), spatlese (più maturi), auslese (più dolci), eiswein (da ghiaccio) e potrei andare avanti per qualche altro rigo ancora. Ma preferisco fermarmi prima di raggiungere il numero minimo di contatti del sito.

Ringrazio Antonio e Trisha per l’ottima cena, Gilbert per l’ottimo vino, e i tedeschi, per avermi fatto comprendere che alla fin fine, in Italia, non abbiamo ancora raggiunto l’apice in quanto a contorsioni mentali.

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