Welcome to Miami

Ilaria in uno dei suoi viaggi: alla scoperta del lato “honest” di Miami.
Di Ilaria Maggi

La città simbolo di divertimento, moda, esagerazione ha anche un suo lato molto “honest”, da scoprire con i giusti indirizzi e nei quartieri meno conosciuti.

Miami è il sogno americano fatto a città. Quando dici Miami tutti immaginano spiagge, locali, club esclusivi, ristoranti alla moda, belle ragazze in costume e le famossime torrette di Baywatch. E immaginano bene. Miami è questo. Ma non solo. Non è solo South Beach e Ocean Drive.

Un grigio e freddo lunedì mattina di dicembre, io e le mie fidate compagne di viaggio (perché sono sempre le stesse dai tempi del liceo) abbiamo salutato tutti e siamo partite, con pochi indirizzi, qualche contatto e la voglia di divertirci. Appena arrivato resti abbagliato dal luccichio che emana la città, i suoi grattacieli da un lato e i suoi palazzi in art déco dall’altro, le persone che fanno ginnastica in spiaggia (e consiglio a tutti, anche ai più pigri, di farsi una corsetta sul lungomare, una sensazione impagabile), le ville con piscina e i macchinoni, che solo gli americani possono amare.

Ma Miami ha anche un volto nuovo, che sta emergendo, e che si chiama Design District e Wynwood. Ci si lascia alle spalle South Beach, si supera il lungo ponte che porta a downtown, si svolta a destra lungo North Miami Avenue e ci si ritrova catapultati in un posto diverso ancora. La prima impressione lascia un po’ interdetti. Qui gli edifici fatiscenti hanno lasciato il posto a laboratori creativi, i vecchi magazzini sono stati riconvertiti in gallerie d’arte. Passeggiando per le strade, capita di incappare in uno splendido murales e restare in contemplazione sul marciapiede, quasi fosse un’illuminazione, magari realizzato su un muro che cade a pezzi.

Oppure scovare un angolo di giardino e scoprire che e un bar, il Wynwood Kitchen + Bar (www.wynwoodkitchenandbar.com), alle pareti splendidi graffiti (uno degli artisti coinvolti e l’inconfondibile Shepard Fairey) e fermarsi per una birretta che sa di arte, di stimoli e di voglia di creare.

Fresh, simple, pure – e qui il vero honest taster non puo sottrarsi – è lo slogan di Michael’s Genuine Food & Drink (http://michaelsgenuine.com), locale che serve torte fatte in casa, pesce fresco, un menu che segue le stagioni. Il dehor esterno è delizioso, circondato da piante e fiori, ma siamo a Miami e i posti più alla moda sono ovviamente presi d’assalto (si dice che frequentatrice assidua sia Jennifer Aniston). E per questa volta non siamo riuscite a fermarci, abbiamo potuto solo contemplare, con un po’ d’invidia i piatti, che uscivano dalla cucina.

Sia chiaro, il fascino di South Beach non ci ha lasciato indenni. Allo shopping e ai drink a bordo piscina non ci siamo sottratte, ma abbiamo anche macinato chilometri, fino ad arrivare alla punta all’estremo sud di Miami Beach: alla destra i grattacieli di downtown, alla sinistra l’Oceano le onde, che si infrangevano contro gli scogli, l’andirevieni delle barche e la tranquillità di un luogo un po’ fuori dalle rotte turistiche. Qui ci sono diversi ristoranti, di quelli sulla cui terrazza ti figuri i magnati americani, che andavano a svernare in Florida. Carne in ogni modo e maniera nei menu – e gli americani con la carne fanno sul serio – e piatti di aragoste da acquolina in bocca.

Ultimissimo indirizzo, sulla Ocean, anche se non ha vista mare, The Front Porch Cafe (www.frontporchoceandrive.com): tassativamente tavolino in terrazza (con l’aria condizionata nei locali non sanno regolarsi) e brunch ristoratore post serata.

French toast, pancakes, eggs benedict, omelettes, tutto ottimo, in porzioni pantagrueliche, in perfetto american style. A seguire passeggiata d’obbligo, per smaltire. Perché qui alla forma fisica ci tengono!

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